Web serie: Lost in Google

Prima era Lost in Space poi Lost in Translation e ora Lost in Google. La casa di produzione The Jackal presenta una web serie che gioca su una pratica quasi quotidiana: “googleare”. L’idea iniziale è divertente: e se si provasse a cercare Google su Google? Si entra forse in uno spazio iper virtuale e iperinformatizzato? Si apre un paradoso della Rete? Commentate! Cioè? Si, si, commentate, proprio così funziona la serie… entrate guardate l’episodio zero, commentate e i migliori commenti vengono usati per scrivere la puntata successiva. Non solo: i migliori commenti vengono addirittura inglobati nella storia che a questo punto rischia davvero di diventare una vertigine narrativa… idea semplice, facilità di accesso, partecipazione.

(Fonte: simonearcagni.nova100.ilsole24ore.com)

E se Google monopolizzasse la tv…

L’altro giorno leggevo un interessante articolo su Investire Oggi, Mediaset terrorizzata da Google e Facebook: il digitale è preistoria, e ho riflettuto molto. Perché si è inseguito con tanto entusiasmo un binario morto come quello del digitale terrestre quando la stragrande maggioranza degli utenti si ostina già da molto (perfino senza banda larga) a utilizzare i propri dispositivi computerizzati per fruire dei contenuti video?

Il risultato è questo: Marco Paolini, direttore del marketing di Mediaset, ha dichiarato che le prospettive del mercato pubblicitario 2012 sono pessime e quello del 2013 se va tutto bene saranno uguali a quelle del 2012. Mediaset fa scelte strategiche sbagliate e in maggior misura, mentre gli altri corrono ai ripari (si guardi rai.tv che non funziona come dovrebbe, ma ci hanno provato) loro restano come l’ultima ruota del carro a offrire un servizio scadente e obsoleto. In più quando si avrà una digitalizzazione completa, sarà probabilmente un servizio così obsoleto da rappresentare un fattore scontato.

La morale è che solo ora, in Mediaset, pensano che sarebbe un alternativa puntare sul web… Mediaset ha ora paura di Google (YouTube) e Facebook come un tempo aveva paura di Sky. Triste che ancora si dorma senza comprendere la direzione giusta.

Mentre esiste un notevole antagonismo tra Google e Facebook, loro hanno ben compreso che bisogna in qualche modo coalizzarsi per condividere i propri contenuti da un lato e dall’altro e aumentare lo share (tanto per citare il gergo televisivo) per contribuire alla crescita di entrambi. Ciò è possibile grazie alla mentalità aziendale innovativa che da noi fatica ad insediarsi se non nei soggetti nativi digitali.

E’ senza dubbio un discorso che fa riferimento al Mondo, considerando che le realtà di network citate si son fatte strada in tutti i continenti, ma noi che siamo davvero indietro in questo senso, avremo la possibilità di ricevere una banda larga degna e poter usufruire dei servizi che arriveranno sempre in maggior misura da una sana concorrenza? Purtroppo se non siamo in grado di investire nello sviluppo di tecnologie che migliorino la nostra vita, dobbiamo lasciar entrare quelle che arrivino dall’estero.

Professori e Facebook: il controllo del profilo

Una scuola superiore nella periferia di Chicago ha mandato su tutte le furie una mamma, dopo che la figlia è tornata a casa e ha raccontato che i dirigenti della scuola, l’hanno costretta ad effettuare un login su Facebook in modo da poter controllare le attività online della ragazza.

La sfuriata di questa mamma è arrivata fino alla prima pagina di MSNBC.com, dove la donna ha dichiarato che i dirigenti della scuola le hanno detto che sono operazioni che regolermente fanno. E’ uso comune che la preside e i suoi sottoposti controllino i social media e che addirittura chiedano agli studenti di sbloccare i loro smart phone, tutto nel nome della protezione dell’ambiene didattico.

Nel libretto della scuola per gli studenti, distribuito in formato pdf dalla Geneva Middle School South di Geneva in Illinois, a pagina 10 si descrive i record temporanei, delle sorte di sociotabulati che la scuola può decidere di raccogliere per tenere uno storico delle attività sociali dello studente. I genitori possono, in ogni momento, chiedere di vedere e copiare il contenuto di questo file.

La mamma si è molto indignata perchè la figlia è rimasta molto turbata e imbarazzata da questa violazione di uno spazio che riteneva privato. La direttrice della scuola ha precisato che non chiedono mai le password ai loro studenti. Loro chiedono solamente il permesso di consultare le attività sui social network. Per chi si rifiuta, viene inviata una comunicazione ai genitori.

(Fonte pc-facie.com)

Twitter e le star: il cinguettio di Rihanna

(Rihanna si e’ sentita male dopo il gala annuale del Metropolitan Museum di New
York, considerato gli Oscar della moda della East Coast.

Rihanna è stata poi ricoverata in un ospedale di Manhattan – secondo quanto riportato dal quotidiano New York Post – per disidratazione ed esaurimento.

Il gossip vola veloce ma a confermare il tutDimessa dopo alcune ore, la stessa to è stata la stessa Rihanna postando su Twitter un’immagine che la ritrae in ospedale con una flebo attaccata al braccio.

Un uccellino vicino alla cantante avrebbe dichiarato:

 ”Rihanna ama far festa, ma il mese scorso ha esagerato. Tutti le stanno dicendo che dovrebbe rallentare il ritmo e pensare ad una terapia, o addirittura ad essere ricoverata in un centro di riabilitazione”.

(Fonte: notizie.it)

KIA Dubstep Contest Euro 2012: diamo inizio alle danze

Immagina il suono del calcio d’inizio, immagina la folla sugli spalti, i colori, le bandiere che sventolano, l’euforia generale e “I can’t stop” di Dj Flux Pavilion che rimbomba in tutta la stadio. Ebbene si i sogni possono diventare realtà. Grazie al contest KIA Dubstep Eruo 2012 ci sono in palio  per gli 8 finalisti un viaggio per Euro 2012 che include volo, hotel e un biglietto per vedere la partita inaugurale della manifestazione Euro 2012 a Varsavia, Polonia.

Ma non finisce qui. Il vincitore del primo premio riceverà una nuova Kia Picanto.

Come fare? Bisogna scendere nella pista da ballo e mostrare a tutti il ritmo che scorre dentro ognuno di noi. Unisci la passione del calcio a quella del ballo rigorosamente sulle note della traccia musicale dubstep “I can’t stop” di DJ Flux Pavilion.

Scendendo nei dettagli per partecipare è necessario leggere le condizioni generali all’’interno dell’applicazione su Facebook  e il regolamento completo che trovate a questo link: Https://apps.facebook.com/kia-dubstep-contest/index.php?redir=Y

Le cose più importanti da tenere a mente?

Per partecipare non bisogna essere ballerini professionisti. Ma seguire il ritmo dubstep con originalità e creatività. Non pensate “cosa penseranno di me””. Date libero sfogo alle vostre sensazioni con il sorriso!

È possibile ballare da soli o in team senza limiti di numero. Ma al massimo 2 persone del team possono vincere il premio per Euro 2012.

I giovani al di sotto dei 18 anni possono partecipare alla realizzazione del video ma non possono concorrere alle selezioni dei premi.

Sul canale Youtube dedicato al contest http://www.youtube.com/kiabuzz sono già on line i concorrenti che da tutto il mondo hanno messo in campo il proprio talento per il ballo per raggiungere lo stadio di Varsavia l’8 giugno prossimo o vincere una Kia Picanto.

Che le danze abbiamo inizio! Entro il 13 maggio !
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Youtube TV: lavori in corso.

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Anche in Italia qualcosa si muove e i telespettatori incominciano ad uscire dalla passività dei canali mainstream per cercare un intrattenimento on demand più libero e personalizzabile, ma soprattutto più connesso. È di questo desiderio che si nutre la storia del Liceo Lussana di Bergamo, il più digitaledel Belpaese. Qui gli studenti hanno messo da parte quaderni e matite a favore di iPad e wi-fi, con il quale prendono e condividono appunti, scrivono e fanno i compiti in classe. “L’innovazione non sta nella tecnologia, ma nel modo in cui stiamo cambiando il modo di apprendere dei ragazzi”, spiegano orgogliosi dal Liceo Lussana.

In Italia non si muovono solo gli strumenti educativi. A Firenze, un vecchio magazzino di materiale idraulico è stato trasformato in un moderno laboratorio per maker, gli artigiani tecnologici del nuovo millennio. Si chiama Kent’s strapper e l’azienda che lo gestisce è formata da tutta la famiglia Cantini: padre, figli, cugini, nipoti e pure il nonno. Si occupano di costruire e far funzionare stampanti 3D, con le quali – giurano – un giorno ci produrremo direttamente gli oggetti di cui abbiamo bisogno.

Un tizio che il futuro l’ha letteralmente costruito è David Hoffman, l’imprenditore 44enne che ha aiutato a far nascere e crescere società come Linkedin, Paypal, Facebook, Zynga e Flickr. Un omone che voleva fare il filosofo, ma ha poi scelto la strada del business per avere un migliore impatto sul mondo. E che impatto.

Wired di maggio vi porta inoltre alla scoperta degli androidi più avanzati del pianeta: robot in grado di gestire una conversazione e mimare qualcosa di simile alle emozioni. Sebbene siano ancora in fase di perfezionamento, sono prodotti dalla Hanson Robotics, il cui obbiettivo non è solo quello di creare una perfetta Intelligenza Artificiale, ma umanoidi che ci assomiglino anche nell’aspetto e nei movimenti.

Se pensate che essere un robot non sia così male, almeno per il fatto che si possono cancellare i brutti ricordi con una formattazione mirata, sappiate che ci sono dei metodi per dimenticare senza doversi innestare nel cervello dispositivi artificiali di archiviazione. Wired vi racconta come alcuni scienziati hanno scoperto un tipo di proteina in grado di attaccarsi alle sinapsi e inibire parti mirate della memoria.

Controllo mentale o possibile cura contro i traumi del nostro passato? Scopritelo leggendo l’articolo di Jonah Lehre: La pillola che fa dimenticare. 

Nell’ultimo numero troverete anche la prova degli occhiali cinematici della Epson affidata alla più famosa cosplayer italiana, Gloria Graziati, l’immancabile recensione elettrodomestica di Matteo Bordone e le straordinari immagini aeree dei danni ambientali che – purtroppo -  gli esseri umani hanno causato alle acque della Terra.

(fonte: wired.it)

Hai un progetto interessante in mente? I Feel CUD ti aiuta a realizzarlo

Appartieni a quella categoria di persone che quando arriva il momento di compilare il 730 o controllare il CUD si chiudono tremanti dentro una stanza? Non hai voglia nemmeno di recarti al CAF per farti dare una mano?

Beh da oggi c’è un modo nuovo di pensare al CUD e di farlo in maniera creativa, grazie al concorso I Feel Cud 2012.

Si tratta di un concorso per giovani tra i 18 e i 35 anni che abbiano voglia di realizzare un progetto importante, per loro e per la vita della loro parrocchia/zona/quartiere.

Unendosi con i giovani della propria parrocchia e raccogliendo le schede CUD, infatti, ci si potrà registrare sul sito www.ifeelcud.it per presentare un progetto volto a migliorare la qualità della vita di un’associazione o di una semplice attività e vincere fino a 29.500 euro per realizzarlo.

Avete ad esempio bisogno di ristrutturare una vecchia sala prove dove accogliere musicisti in erba? Volete realizzare un campetto da calcio per far giocare i bambini del quartiere? Volete proporre un servizio di qualità in una delle scuole del vicinato? Insomma se avete una buona idea per partecipare attivamente alla vita sociale del vostro quartiere questa potrebbe essere l’occasione giusta per raccimolare un inaspettato finanziamento e provare a realizzarla.

Come vi dicevo è semplice: raccogliete più schede CUD vi è possibile, stilate un vero e proprio business plan sull’attività o il progetto che intendete portare avanti, realizzate un video che ne spieghi le potenzialità e descriva il team con cui partecipate  e sperate che venga scelto tra i vincitori. A seconda del numero di schede CUD raccolte, il sistema al momento della registrazione vi dirà subito quale budget potrete vincere se verrà scelto il vostro progetto. E’ possibile iscriversi, caricando i Project Plan, dal 1 Marzo fino al 1 Ottobre 2012; in caso di vincita poi dovrete iniziare a rimboccarvi subito le maniche, perché il suddetto progetto dovrà essere portato a termine entro Dicembre 2013.

Per ulteriori dettagli visitate il sito di I Feel CUD.

Cosa state aspettando? Cominciate a pensare alle persone che volete con voi in questa avventura , create un progetto, raccogliete più schede CUD possibile e abbiate fede…chissà che non sia proprio la Chiesa ad aiutarvi a realizzarlo.

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è arrivato anche Google Drive

E alla fine Google Drive è arrivato, anticipata di qualche minuto dalla versione Android, anche la versione web nuda e cruda si è svelata per i nostri occhi. Come già largamente anticipato si tratta di una versione “rivista” di Google Documents, ma vediamo insieme cosa abbiamo tra le mani.

L’aggiornamento di Google Drive, con i primi 5 GB grautiti, è disponibile per tutti quelli che faranno accesso al sito drive.google.com a partire da adesso. L’aggiornamento non comporta nessuna perdita dei vostri dati Documents. Anzi, i motivi per passare sono davvero tanti.

La versione web di Google Drive non si discosta molto da Google Documents, mantenendo intatta anche l’interfaccia che non subisce significativi cambiamenti (che però ammettiamo di aspettarci nei prossimi mesi). Sarà possibile caricare i nostri documenti Office e non solo tramite la solita interfaccia a cui eravamo già abituati. La reale novità, che sicuramente avete già colto è la possibilità di fare l’upload di qualsiasi altro file voi vogliate, immagini, video, file compressi, file grafici di qualsiasi sorta. Non si fa mensione ai file musicali, probabilmente per distinguere il servizio da Google Music. Niente vi vieterà comunque di caricarli sul vostro spazio.

Risulterà sicuramente comoda a molti la possibilità di convidere i file con altri utenti del servizio e sopratutto di poterli inviare come allegati in GMail, senza snervanti attese e semplicemente sotto forma di link.

(Fonte: androidworld.it)

Il videogame antidepressivo: Sparx.

Chi crede, che la depressione sia un fenomeno esclusivo dell’età adulta si sbaglia: la percentuale, infatti, dei giovani colpiti dal “male di vivere” è, purtroppo, compresa tra il 6 e l’8 %.

La cosa più seria, riguarda la difficoltà di cura non solo per la ritrosia dei genitori che quasi non accettano che i loro figli abbiano problemi di questo tipo, ma anche dagli intrinsechi impedimenti che si hanno nel curare i più giovani consistenti nel fatto che i ragazzi stessi sono restii a prestarsi ai consulti professionali.

Una ricerca neozelandese dell’Università di Auckland, pubblicata sul sito del British Medical Journal potrebbe essere però un’efficace soluzione per trattare gli adolescenti con disturbi depressivi. Lo strumento elaborato per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, si può definire con un solo aggettivo: rivoluzionario. Si tratta, infatti, di un gioco per pc che secondo i ricercatori che l’hanno elaborato e provato sarebbe più utile della terapia individuale di uno psicologo per i giovani compresi tra i 12 ed i 19 anni d’età.

Si tratta, in apparenza di uno dei tanti giochi “fantasy” in 3D denominato Sparx che consiste in un software di auto-intervento, a detta degli stessi studiosi neozelandesi.

I giovani pazienti devono superare una serie di sfide per recuperare l’equilibrio in un mondo fantastico, dominato dagli Gnat (che è l’acronimo di Gloomy Negative Automatic Thoughts, ossia i pensieri pessimisti e negativi incontrollati). Sono stati, così realizzati, sette livelli di gioco, della durata di mezz’ora ognuno, da completare in un periodo che può variare da quattro a sette settimane: tra il primo modulo dal titolo “trovare la speranza” e l’ultimo, “riappacificarsi”, i giovani devono imparare a gestire le proprie emozioni prima di poter riconoscere e sconfiggere gli Gnat.

Il nuovo strumento è stato testato su 187 ragazzi di età compresa tra 12 e 19 anni con depressione moderata, per confrontarlo con la terapia psicologica individuale, attraverso un trial randomizzato in 24 diversi istituti sanitari del paese dell’Oceania. Tutti i giovani pazienti sono stati osservati per un periodo di tre mesi e i miglioramenti sono stati registrati in entrambi i casi secondo le normali scale usate in ambito psichiatrico, che valutano sia i sintomi depressivi che la qualità della vita.

Assai rilevanti, per non dire sorprendenti sarebbero stati i risultati ottenuti: non solo Sparx era efficace tanto quanto l’approccio standard per ridurre i sintomi di depressione e ansia, ma una porzione significativamente più alta degli utenti trattati con il gioco risultava a fine trattamento essere completamente guarita, rispetto al gruppo di controllo. Tra quelli che avevano superato almeno quattro dei livelli di Sparx erano infatti quasi la metà, il 44%, quelli guariti alla fine del trial, contro il 26% di quelli trattati con l’approccio standard.

Gli stessi ricercatori, sono stati soddisfatti dagli esiti ed hanno rilevato che: “Il programma potrebbe essere dunque una risorsa efficace per curare gli adolescenti con disturbi depressivi. Sparx potrebbe diventare un’alternativa molto economica ed accessibile per i più giovani che hanno questo tipo di problemi”.

Un’idea innovativa, per Giovanni D’Agata, per la quale auspica possa partire una più ampia sperimentazione anche nel resto del globo al fine di verificarne l’efficacia per risolvere un grave problema che coinvolge milioni di giovani in tutto il mondo e che spesso viene sottovalutato all’interno delle nostre famiglie.

(Fonte: mezzogiornoitalia.it)

Torna “Caccia al Piacere” by Magnum: il giro del mondo in pochi click!

Ah che bello! Ho appena saziato la mia voglia di viaggiare e di cioccolato!  Prima tappa a New York, con passeggiata tra una delle tante avenue, poi giro in vespa per le strade parigine lungo la Senna, dove non poteva mancare una visita da Bulgari. Non contenta, sono salita su un volo di linea KML con destinazione Rio de Janeiro. Qui corsetta lungo la spiaggia e surfata impeccabile!

No, non sto sognando o forse si! Ho appena concluso la Caccia al Piacere e mi sono classificata 87°! E voi? Non avete ancora provato il nuovo gioco interattivo di Magnum Infinity?

Dopo il successo dell’anno scorso di Caccia al Piacere, quest’anno, dal 3 aprile, Magnum ha lanciato un nuovo episodio “Caccia al Piacere 2 – Intorno al Mondo”. Obiettivo conquistare il Magnum Infinity, il nuovo piacere di ciocciolato.

Il gioco è realizzato veramente bene, e attraverso perfette ricostruzioni di destinazioni da sogno la giovane e aitante protagonista deve riuscire a mangiare più  bon bon di cioccolato Magnum e semi di cacao Infinity possibili! Cosa incredibile non ingrassa! Beata lei!

Più giochi, più la sfida si fa avvincente perché il tuo punteggio è paragonato a quello di tutti gli utenti che si stanno cimentando nella caccia! Per giocare basta collegarsi al sito http://pleasurehunt2.mymagnum.com/?lc=it_it. Nell’intro le regole essenziali per scalare la classifica e raggiungere il miglior punteggio sono spiegate dalla giovane protagonista. Naturalmente per maggiori informazioni sulla pagina Facebook di Magnum trovate tutti i dettagli www.facebook.com/magnum

Beh, scappo, corro e salto e vado a mangiarmi un Magnum Infinity! Mi è venuta una voglia!

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